LAGO DI VARESE, INQUINAMENTO FOLLE

Testo e videointervista al biologo Roberto Cenci 
di Roberto Schena
A cura di Esplorazione urbana, n. 63

 


 

Ecco il link del video: https://youtu.be/u4F8CH8Ke9c

Uno scorcio del lago di Varese

Del lago di Varese se ne parla molto poco, ma è uno dei maggiori laghi lombardi, uno dei più importanti nella Penisola (è il decimo per estensione),  ricchissimo… di potenzialità che il ceto politico locale, in buona parte leghista, non vede. Attorno a questo bellissimo specchio d’acqua di 15 chilometri quadrati, antico regno di villaggi palafitticoli, ci sono 9 comuni con 25mila abitanti (più gli 80mila di Varese città) che da cinquant’anni non riescono a venire a capo di un terribile problema che affligge il loro lago: quello dell’eutrofizzazione, una crescita spaventosa di alghe che si verifica ogni anno, rendendo le acque una sorta di maleodorante palude (o almeno sulla via di diventarlo).
Il lago è malgestito da Comuni e Regione, lo era anche dalla Provincia, da decenni sempre a conduzione leghista, mentre lo Stato se ne disinteressa. Eppure, curarne le acque significherebbe rilanciare l’uso ludico-sportivo che ne farebbe la sua fortuna, anche in termini occupazionali e d’investimenti ecocompatibili.

La videointervista è stata realizzata a Gavirate, nel Nord del lago di Varese. Adescrivere la situazione è Roberto Cenci, docente all’Università degli Studi di Milano, dottore in Scienze biologiche e naturali, master in Diritto ambientale, già funzionario della Commissione europea. Oggi, Cenci è vicino al Movimento 5 stelle,  che ha già raccolto 15mila firme per  il risanamento del lago, firme di cui ovviamente non si tiene conto. 
Non è possibile dire chi fa peggio,  dice l’esperto, certo la Regione Lombardia (altra conduzione leghista) e la Provincia a suo tempo, come al solito sono assenti in tutte le realtà ecologiche da difendere. Tali enti si sono rivelati ampiamente inadeguati. 
I pesciolini che si vedono nelle sue acque verso riva, sono pasto per le anatre, le uniche che qui stanno benone, ma i più dei pesci sono destinati a morire perché l’acqua contiene una quantità di sospeso che finirà nelle branchie e moriranno per asfissia. 
Giovanissimi canoista australiani hanno qui la loro sede 



Nelle stesse acque è pure pericoloso bagnarsi, le alghe non sono buone e generose con gli esseri umani, causano eritemi alla pelle e grossi fastidi intestinali. Si attaccano alle barche e alle canoe, rendono l’acqua verde-giallognola invece di azzurra e, al momento della grande fioritura estiva, rendono inguardabili e maleodoranti le sue acque.  Tale situazione riduce drasticamente le grandi possibilità economiche del lago, che è a mezz’ora da Milano. Diversamente, avrebbe molti più turisti, più associazioni sportive e più soldi per gestirne le difficoltà, dovute principalmente a un collettore fognario che durante le piogge straripa nel lago. 
Un vero peccato, uno spreco di risorse pazzesco, degno di una conduzione cialtrona. Già adesso, grazie alla calma delle sue acque, è meta di associazioni sportive, soprattutto di canottaggio (la federazione australiana manda qui ad allenarsi i suo ragazzi), ma se le sue acque fossero balneabili sarebbe tutt’altra musica. 


Qui sotto le condizioni del lago di Varese 
al momento di massima eutrofizzazione delle acque





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