Chiaravalle, il degrado del borgo più bello

L’incuria delle periferie ha risvolti drammatici.

Chiaravalle è, tra i borghi antichi, il più bello e importante di Milano. Grazie alle leggi che proteggono i monumenti,  è anche il meglio conservato, rimasto quasi intatto di fronte all’urbanizzazione “selvaggia” degli ultimi decenni. Una rarità, insomma,  un gioiello nato intorno all’abazia medievale, una delle opere di maggior rilievo per la storia di Milano e della Lombardia, per la storia dell’arte in Italia. Conosciuta in Europa (e non solo), la torre, del XIV secolo, è uno dei primi esempi di architettura gotica in Italia. Torri simili, della stessa epoca, ce ne sono solo nel centro storico di Milano, con il campanile della chiesa di San Gottardo e a Cremona, il noto “Torrazzo”. L‘abazia di Chiaravalle non è meno importante del Duomo o di Sant’Ambrogio.

Le tre torri sono di ispirazione toscano-giottesca, opera del cremonese Francesco Pecorari, XIV sec.

Le tre torri a confronto, di struttura simile, sono di ispirazione toscano-giottesca, opera del cremonese Francesco Pecorari, XIV sec.

A differenza di altri monumenti più noti e frequentati, ma magari meno importanti, l’abazia di Chiaravalle fu fondamentale per lo sviluppo economico del territorio milanese, grazie ai monaci che inventarono la tecnica dei fontanili, in grado di moltiplicare l’apporto di acqua ai campi.  Eppure, il borgo versa nel complesso in una situazione d’incuria. In alcuni angoli raggiunge situazioni di degrado pesante. Basta osservare le immagini del video e le fotografie: il borgo più bello è anche uno dei posti di Milano più trascurati, sporchi, incolti e trasandati.

 

 Il cahier de doléances

Il “tour” effettuato con due abitanti del borgo, Santino Militti e Ivano Panaro, registrato da questo video ne illustra il pessimo stato:

Ivano Panaro, cittadino di Chiaravalle, mostra il degrado della Vettabbia in entrata

Ivano Panaro, cittadino di Chiaravalle, mostra il degrado della Vettabbia in entrata

– Quasi tutti i “cannocchiali” sono rovinati dalla presenza di immondizia. Tutte le vedute prospettiche sono manifestazioni di trascuratezza e cialtroneria. Scorci di paesaggio storico-artistico si trasformano in manifestazioni di incredibile sciatteria.

– Basterebbe poco per risanare la Vettabbia, una roggia di età romana piena di rifiuti accumulati e le cui sponde sono ormai crollate. Forse, Expo, prima di progettare altri canali da 98 milioni passanti fra i parchi di Milano, avrebbe fatto meglio a finanziare (con meno soldi) la pulizia della Vettabbia. 
– Cascina La Grangia, che risale all’età dell’abazia, forse ancora prima, un vero borgo nel borgo, è un gioiello di cui nessuno sembra comprendere né utilità, né bellezza. Lo si lascia decadere pezzo per pezzo, fino a quando s’invocherà il suo abbattimento per utilizzarne l’area fabbricabile e dare il via alla speculazione edilizia. 
– I binari dismessi della ferrovia non sono mai stati tolti. Al loro posto si potrebbe dare vita a un’apposita pista ciclabile, che nella zona (siamo nel Parco Sud) manca del tutto, date le strade strette, giungente dalla stazione di Rogoredo.  Trenitalia esigerebbe dal Comune un milione e 200mila Euro per concedere l’ex percorso del treno, somma ritenuta esorbitante. Sta di fatto che tre enti, Comune, Regione e Tenitalia non riescono a mettersi d’accordo per finanziare una pista ciclabile da due o trecentomila Euro. 

E ancora:

– il grande fontanile dell’abazia, il più bello della zona, non è mai stato  ripulito; 
– il lavatoio primo Novecento lasciato agli sterpi;
– l’incuria urbanistica, tolleranza di fenomeni che compromettono l’ambiente, in altre parti della città severamente puniti, non qui;
– la piazza del paese è rifatta solo a metà: un esempio di scoordinamento pubblico-privato, con i secondi presenti e i primi che guardano da un’altra parte. Quando si tratta di quartieri ricchi il Comune è sempre disponibile a fare la sua parte con i privati, a Chiaravalle e nelle periferie mai. C’è anche un nuovo albergo, nella piazza, ma che cosa vedrà la gente che vi alloggerà? 

E se tornasse a essere un Comune?

A ben guardare, si potrà comprendere come il degrado di Chiaravalle sia collegato alle problematiche di tutte le aree periferiche. Anzi, ne è il simbolo più forte. Un borgo che potrebbe essere molto visitato dal turismo interno ed esterno non decolla. Il Comune non comprende l’investimento, non vede come spendendo 10 potrebbe ottenere 100.  Eppure, Chiaravalle lo si raggiunge coi mezzi pubblici dal centro in 20 minuti-mezz’ora al massimo. Il Comune fu assorbito da Milano negli anni 20 insieme ad altri 11, come Baggio, Affori, Niguarda, Vigentino, Crescenzago, tutti hanno fatto una brutta fine, impietosamente rovinati dalla speculazione edilizia, mai scelta fu più infelice. In particolare, Milano questo  borgo così bello l’ha letteralmente degradato, svalutato, snobbato. Non sa che farsene di un gioiello simile. Chiaravalle dovrebbe tornare a essere Comune a sé, con un suo sindaco e un suo budget. Oppure, grazie al degrado, uno dei luoghi più belli e significativi della Lombardia cadrà a pezzi.

Investire sul borgo più bello

Il progetto del Parco della Vettabbia, affidato al depuratore di Nosedo

Il progetto è bello, ma è affidato al depuratore di Nosedo

Un’ultima cosa.  Palazzo Marino ha finanziato l’allestimento del vasto parco della Vettabbia situato proprio di fronte all’abazia. Il parco è stato ritagliato dal più vasto Parco Sud. E’ un megaintervento in un’area pari a 100 ettari di verde (= 1 Km2) con quasi 40 mila nuove piante regalate da Expo. Costo previsto, fra i 7 o 8 milioni. Il nuovo parco avrà bosco, laghetto, piste ciclabili. Si tratta però di un intervento bello, ma non urgente come richiesto dalle condizioni del borgo, a cui andrebbe assegnata priorità assoluta.  La giunta Pisapia sperava di allargare questo genere di interventi, mostrando di credere nell’anello verde interperiferico. Una scelta giusta, a maggior ragione però, si sarebbe dovuto tenere conto dell’annoso degrado esistente in questo come in altri  borghi. Contro il quale nulla si è mai fatto e nulla sta facendo.  

Le immagini dell’inchiesta




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