Cascina Linterno, modello di restauro

BORGHI MILANESI / Cascina Linterno, modello di restauro

Metodo efficace, veloce e poco costoso, applicabile agli edifici rurali degradati esistenti tra i borghi milanesi

Articolo di Gianni Bianchi (*)  – Associazione Amici della cascina Linterno

Fino a due anni fa, cascina Linterno rischiava lo stato di degrado e di abbandono, destino comune a molte realtà rurali milanesi. Invece, grazie al progetto ideato e messo a punto dal Politecnico di Milano e ai successivi lavori di consolidamento, messa in sicurezza e restauro conservativo eseguiti dall’Area Tecnica del Comune di Milano, il “cuore” di Cascina Linterno è tornato a battere.  Il grande, per alcuni versi insperato, traguardo riteniamo sia stato ottenuto anche grazie all’azione disinteressata di un gruppo di residenti a partire dal 1981. Grazie, soprattutto, alla straordinaria dedizione, professionalità e caparbietà successivamente dimostrata dai cittadini. Essi sono riuniti dall’Associazione Amici della Cascina Linterno, costituitasi nel 1994 per dare un futuro a questo antico e significativo luogo.

La cascina prima dei restauri 

L’Associazione ha investito notevoli risorse per far conoscere e quindi apprezzare Cascina Linterno alla Cittadinanza, con il conseguente interessamento del mondo politico a tutti i livelli istituzionali, dal Consiglio di Zona, ora Municipio 7, al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali fino al Parlamento Europeo. In occasione di questo Convegno sui borghi milanesi, vogliamo lanciare un appello urgente all’Amministrazione affinché individui rapidamente soggetti, enti, associazioni o imprese disponibili a prendersi carico di altri luoghi simili, bisognosi di interventi di messa in sicurezza e di rinforzo strutturale, come avvenuto per Cascina Linterno, che ha potuto beneficiare dei fondi messi a disposizione da Fondazione Cariplo e dal Gruppo Borio Mangiarotti. 

Il modello «Cascina Linterno» grazie alla sua accertata sostenibilità economica, basata su costi relativamente bassi ed eccellenti risultati strutturali, andrebbe quindi a nostro parere «esportato» (articolo e video su come sono sttai eseguiti i restauri li trovate qui). Ossia andrebbe applicato ad altre significative emergenze storiche ed architettoniche milanesi ormai in avanzato rischio di crollo e di perdita irreversibile. Occorre un censimento delle priorità.

Tra pochissimo, di Cascina Case Nuove, Sellanuova o dell’antico borgo di Assiano, ad esempio, resteranno purtroppo solamente ammassi di macerie, uno sbiadito ricordo e tanta amarezza per aver perso irrimediabilmente preziose testimonianze della storia, del passato, del lavoro, dell’ingegno, della vita, delle radici agricole di Milano e quindi della nostra stessa identità.

Gianni Bianchi (*)

(*) Questo articolo riprende in sintesi l’intervento di Gianni Bianchi durante il convegno del 9 aprile 2018 all’Urban Center, avente per tema “Gli antichi Borghi di Milano: 70 luoghi da riscoprire, preservare, rivivere”.

Per gli altri interventi vedi qui sotto.

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