I 33 borghi di Londra

L’ESEMPIO: I 32 BORGHI DI LONDRA

Mosaico murale di 9 metri per 5, in un edificio di Sutton, chiamato Sutton Heritage Mural, 1994, rappresenta la storia del borgo

Nella capitale britannica, i borghi sono stati tutt’altro che cancellati, come spesso a Milano. Anzi costituiscono il tessuto di una delle metropoli più vivibili al mondo. Ecco il confronto

London boroughs

La Grande Londra, più che a macchia d’olio come solitamente nelle città italiane, si è sviluppata a partire dai borghi e dai comuni storicamente già presenti nel territorio, congiunti fra loro tramite un’espansione edilizia policentrica. I borghi londinesi, i London boroughs, riconosciuti amministrativamente sono 32, di cui 12 “Inner”, ossia interni, centrali, e 20 “Outher”, esterni, più London City, equivalente dei nostri centri storici. Anche Westminster ha il titolo di “city”, città. Gli altri sono tutti considerati “borghi”, per quanto abbiano sviluppato una certa estensione territoriale e un notevole numero di residenti. Eccoli:

 

 

I 32 borghi di Londra

I 9 municipi di Milano

Hanno tutti un municipio, un Consiglio comunale, una giunta e un sindaco eletti ogni quattro anni dal popolo. Gestiscono direttamente scuole, servizi sociali,  raccolta dei rifiuti e manutenzione delle strade.  I 32 boroughs (si pronuncia “bares”) sono abitati da 2 o 300mila persone ciascun0. Di fatto sono delle città a loro volta suddivise in dipartimenti. I borghi sono tutti molto estesi, misurano dai 40 ai 150 Kmq, come si vede ce n’è qualcuno grande quasi come l’intera Milano. Londra, va ricordato, ha quasi 9 milioni di abitanti, quanti ne ha la Lombadia, ma concentrati in un’area di 1500 chilometri quadrati, cioè estesa quanto l’intera provincia di Milano (che di abitanti ne ha solo 3milioni 200mila). Le municipalità di Milano hanno le dimensioni dei boroughs londinesi, ma sono solo 9.

nulla da invidiare, anzi…

Come diversi dei borghi milanesi, alcuni hanno un’origine romana, mentre altri decisamente più medievale e aristocratica.  L’aspetto prevalente dei borghi londinesi più antichi è vittoriano, riflette l’800 inglese, con imponenti monumenti risalenti anche al XVII secolo, mentre a Milano prevale l’aspetto medievale-secentesco. 

Una delle molte pubblicazioni sulla storia dei borghi londinesi. Questa è su Enfield

I borghi milanesi, va detto, non hanno nulla da invidiare a quelli londinesi. Anzi. I primi sono spesso più belli e curiosi dei secondi e se non altro per la storia dell’arte sono  più interesanti. A Londra fuori dalla City e dai tre borghi reali, di cui si tratterà più sotto, non c’è nulla di paragonabile a Chiaravalle o Garegnano e perfino a Ronchetto delle Rane; non c’è nulla di paragonabile ai Tre Ronchetti, a Cascina Campazzo nel parco rurale del Ticinello, ad Assiano, ancora immersi nella particolare campagna milanese di secoli fa. Non c’è nulla di paragonabile a Macconago, che è un castello medievale del XIII secolo con ancora il suo borgo intatto intorno. Ma una differenza importante fra Milano e Londra è nella toponomastica.

Borgo di Kingston, la Market Place, foto del 1912

La differenza tra borgo e municipalità

A  Londra i “boroughs” sono dotati di un’amministrazione propria, mentre da noi esistono solo municipalità numerate (e vale anche per Roma, che ne ha 14) con scarsi poteri. Nella capitale inglese, i borghi sono numerati, ma nessuno si sogna di chiamare, per esempio il  Westminster “borgo 2” o Hillingdon, borgo 33. Il borgo più importante dà il nome all’intera zona. E’ come se, per esempio, il Municipio 7 si chiamasse anziché con un numero, “Municipio di Baggio”. O il Municipio 9, Municipio di Niguarda, il Municipio 5, Chiaravalle e così via. In effetti, sarebbe molto meglio chiamare le Municpialità milanesi con il loro nome storico, tuttavvia questo a Milano non è facilmente praticabile, data la totale incongruenza storica delle suddivisioni territoriali, per cui, per esempio, nel già menzionato Municipio 7, piazza Piemonte risulterebbe sotto il toponimo di Baggio, o piazza Corvetto (Municipio 5) sotto “Chiaravalle”, un’assurdità.

Una rete dei musei locali

Pubblicazione sul borgo di Redbridge durante la WWI

I siti on line dei borghi londinesi contengono molte informazioni sui servizi, ma poco o nulla sulla loro storia e sviluppo. Nulla sul percorso artistico-monumentale. Eppure per ogni borgo di Londra esistono diverse pubblicazioni che trattano la storia del luogo. In ogni caso, stiamo compiendo un raffronto con una città come Milano, dove le 9 municipalità non posseggono alcun un sito web.
A Londra ci sono tre borghi considerati di dignità reale:
– Greenwich, noto per aver dato il nome al celeberrimo meridiano e fuso orario; Kensington and Chelsea, spesso abbreviato in RBKC, rb sta per borgo reale) e Kingston upon Thames, “Kingston sopra il Tamigi” (che a Milano potremmo definire, scherzosamente, l’equivalente di Ronchetto sul Naviglio). Hanno ciascuno un museo e un percorso monumentale. A Kingston upon Thames il museo racconta le Ancient Origins, mostra reperti del passato del borgo dalla preistoria ai tempi dei sette re anglosassoni, fino ai giorni nostri. Inoltre ospita mostre, collezioni varie, commemorazioni. Kensington and Chelsea dispone addirittura di una ventina di musei tra cui il celebre Victoria and Albert Museum, dedicato al design, tra sculture, mobili, moda e tessuti, dipinti, argento, ceramica e vetro, gioielli, disegni architettonici, libri, stampe e fotografie. Greenwich ha un museo navale reale, riconosciuto dall’Unesco come patrimonio dell’umanità, obiettivo quest’ultimo che si vorrebbe poter ottenere per Chiaravalle.

E chi non li ha se li costruisce

Ad Hounslow, 14esimo borgo, nel gruppo “outher”, esterno, ci sono diversi musei, fra cui uno dedicato al rugby mondiale. A Hillingdon, l’ultimo dei borghi, il 33esimo, stanno lavorando per raccogliere materiale e costruirselo, un museo.  A Barnet, 31esimo borgo, tra i più estesi con i suoi 348mila abitanti e i suoi 80 chilometri quadrati di estensione, il museo local c’è già, tenuto da volontari.  A Sutton, un grande murale rappresenta per immagini la storia del borgo (vedi foto grande sopra). E così via.

Monumento post vittoriano nel borgo londinese di Bexleyheath: la torre dell’orologio, costruita nel 1913, foto del 1960

A Milano almeno tre potrebbero acquisire dignità di borgo ducale: Garegnano, Chiaravalle,Macconago  e Monluè per essere se non sorti, perlomeno cresciuti in epoca viscontea o sforzesca, località notevoli anche per la storia dell’arte e del territorio. Con il Castello Sforzesco, Milano possiede il maniero medievale urbano più importante d’Europa e nello stesso tempo la residenza ducale più sontuosa. Nel territorio circostante la città di Milano, vi sono parecchie situazoni, tra ville e cascine, che riconducono direttamente a quell’epoca, senza parlare di Santa Maria delle Grazie e del Cenacolo vinciano. Incredibilmente non esiste un “percorso ducale”, un ricondurre a quell’importantissima epoca la storia della città.

Ora, per concludere, i borghi della Grande Londra saranno anche meglio organizzati, ma i borghi milanesi sono comunque invidiabili, perché i loro non hanno gli affreschi del maestro del Caravaggio o dell’allievo di Giotto o il castello medievale con il suo borgo ancora intatto.




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