TEATRO / INCATENATI COME IN UNA INEFFICACE PREGHIERA
Va in scena la cattiveria, se ne scopre il lato divertente nella dark comedy dell’angloirlandese Martin McDonagh, autore in odore di Nobel: umorismo cinico e selvaggio che scava in un mondo dove tutto sembra sull’orlo della tragedia. Grazie allo ZTN di Napoli, splendido teatro sperimentale
Due fratelli in età matura ma di età cerebrale apparentemente molto inferiore, si punzecchiano a vicenda sia con le parole, sia con vie di fatto, durante la loro convivenza. Non sono lanci dispettosi di cerbottana, come fra bambini magari un po’ cresciuti, purtroppo, ma grotteschi attacchi personali surreali, condotti l’uno contro l’altro, fino all’esasperazione e a sfiorare la prova della soppressione reciproca. Vivono in un quartiere marginale di una città irlandese, ma potrebbe essere di una qualsiasi area antropizzata dove la cultura non arriva a piantare un chiodo, un seme capace di germogliare. Le battute di Incatenati, in scena allo ZTN di Napoli, che riporta in Italia l’angloirlandese Martin McDonagh, autore serissimo in odore di Nobel, sono tremende, le offese volano tutto il tempo, ma possibilmente non danno fastidio allo spettatore, improntate alla dark comedy, all’umorismo cinico e selvaggio, tipicamente l’inglese, qui vicino al “gotico”, straordinaria cifra linguistica del presente lavoro teatrale. Uno dei due fratelli si diletta a plasmare piccole statue di papi e santi, a infornarle “a manetta”, per una forma di inguaribile idolatria regressiva; l’altro fratello, più intelligente, che in questo caso significa più cinico e cattivo, più potenzialmente criminale, si diletta nel bere whisky autoprodotto, anzi, whiskey, nella corretta grafia irlandese.
Unico personaggio civile, in quel mondo di famiglie assassine di ogni cosa, è il prete cattolico, l’unico che si degni di rendere spesso visita ai due fratelli sciagurati in rappresentanza delle istituzioni cittadine, statali e regionali. Il soggetto è però travolto dal peggio del quartiere in cui vive e il sospetto che frequenti i due più che per espletare la sua missione per portarsi via qualche bottiglia di whiskey ahinoi c’è. Il prete, della “cattolicissima” Irlanda, ha assorbito tutto il peggio di un ambiente urbano dove le percentuali di suicidio sono maggiori. Nessuno in tale contesto ricorda mai il suo nome, viene chiamato ogni volta con un appellativo diverso. Nel tentare il miracolo di redimere un pianeta così compromesso, ci rimetterà la salute mentale, la sua esperienza di missionario finisce per sfinimento con una confessione a una ragazza e a una fuga che anche questa sa di suicidio. L’uomo di fede scopre così di non possedere difese di fronte ai mali del mondo. Conosci te stesso, afferma una nota massima filosofica, e infatti, voilà…
Paradossalmente, è proprio il lato comico degli insulti e delle maledizioni in questa commedia a costituire il momento della catarsi teatrale e della liberazione dalla retorica borghese. Ridere è già di per sé esercizio di intelligenza e di critica. La pièce teatrale firmata Martin McDonagh, è stata rappresentata a Broadway nel 1999 e ha ricevuto una nomination al Tony Award come miglior opera teatrale del 1999. Pluripremiato 55enne drammaturgo e regista inglese dalle forti radici irlandesi, i suoi testi sono conosciuti per l’umorismo poggiante sul nero e sull’assurdo, come nella tradizione di molti racconti e leggende nordiche, autentiche sfide al bon ton borghese del teatro. The Lonesome West, questo il titolo originale, tradotto alla lettera significherebbe “Occidente solitario”, che non dice nulla allo spettatore italiano, più comprensibile Incatenati (Like a Prayer), titolo scelto dalla versione targata teatro sperimentale ZTN (Zona Teatro Naviganti), centrato pesantemente sugli interrogativi posti al senso della presenza divina nel mondo effettuale.
La versione ZTN carica la formula scandalosa dello spettacolo, con continui intercalari e gesti osceni soprattutto del fratello “idolatra”, espressi in modo incosciente e compulsivo. ZTN, piccolo, splendido, teatro sperimentale, la rosa più bella della magica piazza Dante in quel Napoli.
Con Massimiliano Cataliotti (milanese emigrato giustamente a Napoli), nella doppia veste di regista e attore, interprete di uno dei due fratelli, Maurizio D. Capuano, Andrea Lia Domizio Antonio Caiazzo. Assistente alla regia: Andrea Tesone.
Programmazione: domenica 15, 22 e 29 marzo, ore 18.30. Sabato 21 e 28 marzo, ore 20.30 – Teatro ZTN -Vico Bagnara, 3/a – Napoli


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