PASOLINI? PERCHÉ L’OMICIDIO POLITICO È IMPROBABILE
Tocca ripeterlo a ogni anniversario del tragico delitto: quello di PPP non è un assassinio da complotto, manca totalmente il movente per affermare una cosa del genere. L’autore, peraltro involontario, è solo Pino Pelosi, forse alla presenza di coetanei piombati sul posto
5. Pelosi uccise PPP senza accorgersene, mentre scappava con la macchina apparentemente “lussuosa”, in realtà comprata usata tanto per far scena con i ragazzi, dietro i quali non capiva più niente. Debolezze. In specie da quando si interruppe la relazione, durata 9 anni, con Ninetto Davoli, soffrendoci molto. Pelosi, confuso e agitato, al buio pesto di quella notte in quel posto, passò sopra il corpo con l’auto schiacciandogli il cuore, accidentalmente, quello che lui afferma è vero: non si era accorto che sotto c’era lo Scrittore. Marchette sì, assassino no.
A me dispiacque parecchio. Ma non perché avesse scritto “Io so” quando in realtà tutti sapevamo cose scontatissime, ma perché nel 1975 venne a mancare l’unica voce prestigiosa esplicitamente omosessuale della cultura e della mondanità. Lo seguivo meglio che potevo dai giornali e al cinema. Mi attraeva il suo linguaggio libero, la lotta contro la censura. L’unica voce. PPP, fece uno dei primissimi coming out, aveva imparato a gestire pubblicamente la propria volontà di trasgredire, andava fiero a Cannes coi suoi film scandalosi pieni di ragazzi nudi sottobraccio, come lui nessuno, e veniva pure premiato, con i francesi che ci invidiavano tantissimo un regista così coraggioso e osè.
Il nudo maschile al cinema era molto raro e trattato malissimo. Un tema difficile che metteva in discussione la supremazia virilista e azionava le commissioni di censura. L’idea era che il sesso fosse solo ad usum macho e che solo le donne potevano essere mostrate mude, a significare che il desiderio ammesso era solo eterosessuale maschile. I tedeschi allibiti hanno poi dovuto mettere in campo un Fassbinder per imparare a fare cinema in modo diverso. Gli spagnoli muti ancora sotto Franco, sono poi esplosi con Almodovar. I russi e l’est imbarazzati fingevano di ignorarlo. Solo gli americani ci sfottevano, PPP non lo capivano, avevano Andy Wharol.
Per il resto, ovunque PPP era vietato nel mondo. Ricordate, in Europa, anche in Occidente, nessun autore di cinema non underground osava spiattellare con tanta dignità la sua omosessualità. I film di registi dichiaratamente gay sono venuto DOPO Pasolini, che ha aperto la strada sebbene non abbia mai trattato in pellicola questo argomento. Ci si avvicinava parecchio, però, tramite un linguaggio coraggioso e spregiudicato che era la manifestazione pura del suo desiderio omosessuale reso una volta tanto pubblico, e come tale era già una innovazione importante nella sfera delle libertà d’autore. Se mi dite che è stato fatto fuori da una congiura di bigotti criminali è più credibile. Però non fu così.



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