Palazzo Marino non sapeva che farsene di un complesso del XVI secolo. Cadeva a pezzi, se n’è liberato nel 2005 vendendolo ai privati. Una delle più belle residenze nobiliari dei borghi milanesi è ora perfettamente restaurata con i suoi preziosi affreschi rinascimentali. Li godranno in pochi
Stemma dei Corio
Vengo a sapere in questi giorni che il Comune di Milano, intorno al 2005, ha venduto a un privato la sua metà dell’intero complesso di villa Corio-Beltrame, il nucleo storico di Ronchetto sul Naviglio, risalente come minimo al XVI secolo. La villa, che è di notevole bellezza, possiede affreschi rinascimentali di grande interesse. E’ stata magnificamente restaurata dal privato stesso, una ditta torinese, che l’ha acquistata e salvata da una rovina certa.
grandi nomi della cultura
E’ una delle più belle residenze cinquecentesce di Milano e dei borghi antichi della città; non solo: uno dei migliori esempi di restauro in ambito borghi antichi milanesi. E’ stata residenza dei Corio, dei Durini, vi ha abitato Giorgio Merula, Giacomo Mellerio, tutte personalità importanti per la storia della cultura milanese e nazionale. Nell’Ottocento fu residenza di Luca Beltrami, guardate su wikipedia chi è e quant’è stato importante il suo lavoro su Milano. Era patrimonio pubblico, il Comune l’ha alienato per incoscienza, insipienza, disinteresse verso il suo stesso tesoro. Sarebbe stato un grosso investimento.
Se non è capace di gestire quanto c’è di prezioso nelle periferie, le renda comuni indipendenti, così non fa che degradarle.
Stemma dei Durini
Il meglio è all’interno nelle decorazioni del periodo umanistico rinascimentale, non tanto frequenti a Milano, come potrebbero esserlo nel Lazio, in Toscana, in Veneto. A Milano sono abbastanza una rarità. Si tratta per lo più di sirene, fauni danzanti, piante d’acanto, amorini, in pieno stile classico greco-romano, come si addiceva al periodo. Il fascino della villa è soprattutto qui. Purtroppo non saranno visibili al pubblico.
un borgo ducale
Per il tipo di famiglie proprietarie, per le epoche e le personalità della cultura che vi hanno dimorato, credo si possa senz’altro definire Ronchetto sul Naviglio un borgo ducale, come Chiaravalle, Macconago, Garegnano.
Merito dei privati avere restaurato con tutti i crismi della Soprintendenza, c’è solo da chiedersi perché un simile patrimonio pubblico sia stato alienato, bisognerebbe risalire al 2005, con Albertini. Mi sa che il tutto passò inosservato. Un complesso monumentale del genere, una mezza reggia del Quattro-Cinquecento, non poteva essere considerato di peso per l’amministrazione, è un immobile di grande valore su cui realizzare almeno uno studio, prima di dire che non serve a niente e di venderla.
Grazie Athos per questo qualificato intervento, le assicuro molto apprezzato. Non è tanto una questione secondaria indicare esattamente quale sia il tempio che possa fregiarsi […]
Viceversa Bernardino Luini (i cui maestri, oltre lo Scotti, possono essere considerati Bergognone e Zenale, con i quali ha lavorato, cosa che non ha mai […]
Gentile Gabriele, la risposta alle sue osservazioni la fornisce lei stesso quando accenna al disastro delle FFSS e delle SS. Occorre assolutamente che i cittadini […]
Una volta che un progetto gioverebbe la parte a sud della città metropolitana viene affossata, non dico che quelle a nord abbiano avuto vita facile […]
Credo sia un opera assolutamente FONDAMENTALE per decongestionare le statali area sud milano, che sono sempre e perennemente imballate da tir, auto, etc, causando […]
MM sta facendo indagini geognostiche per fattibilità estensione metro lilla, se dovesse arrivare un progetto e in futuro esecuzione, sarebbe un poco più attenzionata. Al
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