Quintosole, borgo da salvare

QUINTOSOLE: così lontano dagli occhi che rischia di sparire

Stemma dei Confalomieri

Quattro alte arcate posizionate davanti a una semplice casa di ringhiera: maestosa facciata, quella di casa Confalonieri a Quintosole, che dà sull’aia di questa cascina così lombarda e ancora capace di regalare angoli suggestivi, nonostante l’aperta decadenza di stalle, abitazioni e quant’altro. Si trova a Quintosole, un borgo che sembra nascosto a lato della via Ripamonti poco prima di Opera. La casa risale all’epoca medievale, lo dimostra la sua malandata torre, affacciata sulla strada che prende il nome del borgo, ma sono evidenti gli interventi successivi, non privi di una certa eleganza, che l’hanno salvata.

un borgo isolato


Nel complesso, Quintosole, che in milanese si dice Quintizzœul, conserva un aspetto decisamente campagnolo, circondato com’è dai campi del Parco Sud e isolato dal resto della città. Le costruzioni contemporanee sono state rispettose del paesaggio. Il nome, Quintosole, indica che siamo a 5 miglia romane da Milano Cordusio, probabilmente… in una amena località assolata.

Quintosole, la piazza con la chiesa XVII sec. e casa Confalonieri con stemma

Nominato fra le proprietà dei monaci Umiliati, quando l’ordine fu sciolto da San Carlo Borromeo per la sostanziale disobbedienza alla Controriforma, passò alla famiglia Confalonieri, il cui stemma spicca sotto l’antica torre medievale. La chiesa del paese è un tipico tempietto di campagna risalente probabilmente al XVII secolo, forse anche prima. Circondata da un gruppo di antiche abitazioni rurali, l’ingresso presenta un pronao seicentesco, sicuramente imposto dalla visita pastorale di uno dei due Borromeo, Carlo o Federico (il cardinale dei Promessi Sposi), secondo le nuove regole da loro stabilite.

Casino di caccia in rovina, XV sec.

Il casino di caccia

Più in là, un casino di caccia, piccolo, prezioso, raro edificio del Quattrocento in rapida decadenza, come altre situazioni della città e come mostrano le due foto scattate a distanza di cinque anni l’una dall’altra (cliccare QUI). Un semplice confronto tra le due dà l’idea di quanto poco impieghi il tempo a distruggere i manufatti d’epoca, quando non sono curati. La prima foto del casino di caccia risale al 2011: si presentava già allora in degrado, tuttavia ancora integro, col tetto ancora sano. La seconda foto è del 2017. In sei anni il tetto è semicrollato miseramente. Rende anche l’idea della scarsa attenzione con cui è tenuto il territorio, cosa che riguarda un po’ tutti, amministratori e cittadini.

Cascina Confalonieri, Quintosole, Milano

Il casino di caccia è del XV secolo, non ce ne sono molti a Milano. Anzi, è un manufatto unico, raro. A tre piani dal suolo, sulla facciata, mostra una tettoia a tre pilastri quadrati in mattone, uno dei quali si nota sulla sinistra. Le due finestre a ogiva sono state rifatte o nel tardo Ottocento o nel primo Novecento. Davanti al casino di caccia si apre una strada di campagna: provenendo da Ronchetto delle Rane, anche questo un borgo immerso nel verde e nei campi, si nota per primo proprio il casino. Un restauro fatto allo scopo di recuperarne l’aspetto originario potrebbe trasformarlo in un vero gioiello d’architettura rurale. Potrebbe, una volta sanato, diventare un bar o un punto di ristoro per il Parco Sud. Basterebbero poche migliaia di euro se non per un restauro vero e proprio, almeno per la messa in sicurezza. Pochi anni ancora e crollerà definitivamente e il borgo, il quartiere che lo circonda e Milano stessa perderanno qualcosa.

Casa Confalonieri, ingresso padronale

Stupisce che i lavori del comune abbiano riguardato la messa a dimora di un marciapiede e di un cordolo di cemento atto a reggere una rete metallica, quando con gli stessi fondi si poteva mettere in sicurezza l’edificio. Alle spalle del borgo, purtroppo, sussiste invece una situazione disordinata, di aziende – le più varie – e laboratori di ogni tipo, che andrebbe risanata. Un po’ tutto il borgo versa in condizioni misere e non è certo l’unico a Milano a soffrire uno stato di semi o totale abbandono.

Quintosole, stalle dismesse
Casino di caccia in rovina, XV sec.
Mappa rurale-ciclabile per giungere in località Quintosole. I cuoricini rossi indicano dove i sentieri interni ci sono ma non sono aperti al pubblico
Casa Confalonieri, ingresso padronale
Quintosole, la piazza con la chiesa XVII sec. e casa Confalonieri con lo stemma
Cascina dismessa, Quintosole
Casa Confalonieri

Testo e fotografie a colori di Roberto Schena

Foto in bianco e nero di E. Tamagnini per Milano, la città dei 70 borghi




Ci sono 3 commenti

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  1. EliBia

    Nella fotografia dove si legge in didascalia stalle dismesse, quella a dx anticamente era la casa del popolo. Di fronte c’era il vecchio acquedotto pubblico e oltre le case delle mondine. Ai primi del ‘900 erano presenti circa 1100 abitanti tutte dedite alla coltivazione del riso.

  2. Silvia

    I miei nonni e mia mamma hanno vissuto lì. I miei genitori si sono sposati lì…ho dei ricordi di infanzia, ci venivo da piccola a casa dei nonni.

  3. cristiano

    Sono nato e cresciuto a Quintosole il Casino di Caccia era la casa di mia nonna quando era piccola …ho passato l ‘infanzia Quintosole resterà sempre un posto Magico


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