Adults in the room

Questo film di Costa-Gavras non lo dovete vedere: imbarazza l’Ue

“Adults in the room” è uscito nel 2019, realizzato da un grande regista militante dei diritti civili.  Punta il dito contro gli euroburocrati, lo strapotere finanziario e l’egemonia tedesca nell’Unione europea. Boicottaggio totale della pellicola in Germania e Italia 

Il regista greco, naturalizzato francese, Costa-Gavras, 87 anni

Sapevate che ci stanno nascondendo un importantissimo film? S’intitola “Adults in the room”, del 2019, e ne è autore uno dei maggiori registi militanti della storia del cinema mondiale, Costa-Gavras. A lui si devono molti film impostati sulla denuncia delle violazioni dei diritti civili, tra cui ricorderete “Missing” (Scomparso, 1982) per il quale ottenne l’oscar, “Amen”, del 2002, sui silenzi del Vaticano di fronte all’Olocausto e molti altri, tra cui l’indimenticabe “Z, l’orgia del potere”, del lontano 1969 sul colpo di stato in Grecia, o “La confessione”, 1970, sulle torture inflitte da sistema sovietico.

“Adults in the room” non è mai stato nemmeno distribuito in Italia e in Germania. Le tv non lo trasmettono, non fosse perché Costa-Gavras, oggi 87enne, nato in Grecia e naturalizzato francese, è probabilmente l’autore cinematografico più importante nella storia del cinema (qui la sua straordinaria filmografia) per la narrazione e la denuncia dei delitti politici avvenuti a danni dei cittadini.  

terribile j’accuse

Come mai l’ostracismo? “Adults in the room”, è un titolo ironico, significa adulti nella stanza”, sta per “persone potenti in riunione”, racconta del momento durissimo passato dalla Grecia quando fu spietatamente punita dalla Troika. Era la fase in cui il ministro dell’economia Gianis Varoufakis rappresentava la Grecia a Bruxelles. Il film è un terribile j’accuse basato sul racconto dell’ex ministro su come avvenivano quelle riunioni, una critica condotta a fondo nei confronti degli euroburocrati e della Germania egemone nello sfilacciamento del processo europeo.

Il film constata con disperazione l’assenza di un ruolo della sinistra europea, incapace di proporsi con ideee proprie sulla scena continentale, morta o paralizzata dallo status imposto dal neoliberismo padrone del campo. Infatti, il film, più che il prodotto di una protesta di due autori greci, Costa-Gavras e Gianis Varoufakis, per come è stato trattato il loro nobilissimo Paese, dove già 2000 e oltre anni fa è nata l’idea di Europa, è un vero e proprio messaggio della sinistra europea che non è d’accordo con la conduzione iperfinanziaria della troika e della Germania sull’Unione europea. Un grido di ingiustizia. 

Adulti nella stanza, titolo ironico per indicare una riunione di superburocrati a Bruxelles

Europa matrigna

L’Europa della premier Angela Merkel e del suo, per altre ragioni, altrettanto celebre ministro delle finanze Wolfgang Schäuble, contrariamente a come ne parlano vergognose agiografie giornalistiche, è stata un fallimento innanzi tutto morale. A tratti è stata anche un disastro materiale che l’ha portata sull’orlo dell’implosione. Con i britannici che hanno preferito abbandonarla. E’ solo recentemente, con la pandemia, che si è visto un atteggiamento radicalmente diverso da parte del governo tedesco. Comunque la pensiate, questo film è letteralmente sparito dal continenete europeo. Nessuna tv lo trasmette, tantomeno quella tedesca, nessun cinema, in Italia e Germania, l’ha mai proiettato. 

In Italia è sparito dalla circolazione

Costa-Gavras durante le riprese di “Adults in the room”

In Italia non è mai stato nemmeno distribuito.  Non lo si può vedere neanche in streaming. E’ in vendita sul sito di Amazon ma non si riesca a capire se c’è un’edizione italiana, doppiata o sottotitolata o se è in versione oridinale e basta. Il rischio è spendere inutilmente 20 Euro per il dvd. Quasi nessuno è riuscito a vederlo nel 2019, mentre nel 2020, anche se vanno considerati i grandi ostacoli obiettivamente creati dalla pademia a dibattiti e a distribuzioni, non se n’è mai parlato proprio da nessuna parte, nemmeno accennato in qualche talk show televisivo. Non fa onore all’Europa questo rifiuto di dibattere un film scomodo. E’ preannuncio lugubre di morte, il funerale anticipato di un’idea nobilissima: l’unione europea. Noi italiani dovremmo chiedere che sia trasmesso in tv e dibattuto. 

Si può anche non essere d’accordo con il contenuto della pellicola, io stesso, personalmente non credo che lo condividerei al 100%. Ma è oltremodo fastidioso assistere al suo antidemocratico occultamento. Non è l’Europa che vogliamo. Si può disapprovare e perfino deplorare l’opera di Costa-Gavras, ma nasconderla di fatto come se fosse la censura di uno stato autoritario è decisamente un gesto liberticida che ci fa vergognare tutti. Purtroppo abbiamo una destra becera che rifiuta la cultura, tanto più se ciematografica. Non s’impegna a tirare fuori questo capolavoro del cinema militante dalla spazzatura, dove vorrebbero tenerlo. Forse perché Costa-Gavras è di sinistra e fa comodo presentare una sinistra esclusivamente complice di un’Europa sbagliata.

 

 

 




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