Chiaravalle, il borgo

CHIARAVALLE: E SE OGNI TANTO PENSASSIMO AL BORGO?

La grangia, il laghetto, cascina Gerola, le sponde della Vettabbia: i monumenti rurali del borgo antico, il più bello di Milano, sono in rovina. Palazzo Marino tratta i luoghi dell’importante abbazia alla stregua di una parrocchia di periferia 

La grangia di Chiaravalle, esterno. In alto l’interno

 E’ il borgo più bello di Milano. Ma ecco, in poche immagini, come si presenta la grangia di Chiaravalle. Qui a fianco vediamo com’è ridotto l’esterno, in alto in bianco e nero e in grande la fotografia della situazione interna. E’ una delle grange più antiche d’Italia, risale a un’epoca ancora precedente dell’abbazia, infatti i primi monaci cistercensi insediati abitarono forse qui. Le cascine costruite dai monaci erano dette, fin dal XIV secolo, grange, singolare “grangia”, derivante significativamente dal francese “grange”, a sua volta dal latino “granicum”, granaio, ma col tempo fu chiamata così l’intera fattoria o cascina, in genere legata a proprietà monacali sia attigue, sia più distanti dalle abbazie.

Purtroppo versa in pessime condizioni, e non è l’unico apparato rurale disastrato di Chiaravalle. Sotto vediamo com’è ridotta la bellissima cascina Gerola, proprietà comunale, anche questa plurisecolare. Qui a fianco vediamo il “laghetto”, che in realtà è un vasto fontanile navigabile, come ne esistevano una volta. Ecco come si presenta oggi e com’era 100 anni fa. Mai pulito da anni. 

Qui sopra invece, questo video mostra come sono messe le sponde della Vettabbia. E’ il retro dell’abbazia di Chiaravalle, un angolo panoramico ad effetto, dove passa  l’antico canale romano proveniente da Morivione, Milano, per raggiungere Viboldone dove c’è l’altra abbazia, un tempo le due collegate dal corso d’acqua. Dovrebbe essere un fiore all’occhiello, per il borgo e per la città, una pista ciclabile importante per Milano. Invece è un luogo di discariche, rifiuti, abbandono.

Nessuno studio

L’abbazia è sì considerata importante dalle istituzioni, ma il borgo circostante presenta situazioni di pesante degrado. Qualora Chiaravalle fosse rimasto comune, invece di finire inglobato nel 1923, oggi il territorio verserebbe in ben altre condizioni. Palazzo Marino ha sempre trattato il borgo dell’abazia alla stregua, se non peggio, di una parrocchia di periferia, invece è uno dei monumenti più qualificanti della Lombardia e della storia medievale. Non c’è alcuna riflessione, nessun tentativo, nessuno studio per tentare di tirarlo fuori dall’azzeramento al suolo. Per certi aspetti, Chiaravalle è pure più importante del Duomo. L’intero borgo dovrebbe avere l’aspetto di un gioiello, invece è un campionario del degrado innanzi tutto culturale della città.

Gerola, borgo di Chiaravalle

Gerola, borgo di Chiaravalle




Ci sono 2 commenti

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  1. massimo pattarini

    E’ il segno dei tempi: le persone si mobilitano per evitare il taglio di un albero ma si scordano delle loro radici e rimangono indifferenti di fronte alla cancellazione della storia.

    • Roberto Schena

      L’indifferenza però non è delle persone, infatti queste emergenze mi sono state segnalate. E comunque voglio molto bene a chi difende gli alberi.


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