Storia del Vigentino

 Vigentino (parte III): voci del ’24, la piazza mancante e Vaiano V.

Testata del Bollettino Città di Milano, 1924

Il Bollettino “Città di Milano”, curato dal Comune, nel numero di febbraio del 1924, presentava a uno a uno tutti gli 11 Comuni aggregati a Milano l’anno prima. Mentre tutti gli altri sono indicati a una certa distanza da Milano, variante fra i tre e i cinque chilometri, il Vigentino, invece, “si incunea profondamente nel Comune di Milano”. In altri termini, è presentato come il più vicino alla città capoluogo.

L’articolo del Bollettino ricorda quando storicamente fu rifugio dei milanesi ai tempi della “ferocia tedesca” discesa con il Barbarossa, mentre per il presente la località “manca di un nucleo centrale ed è sparso su vasta area”, sottinteso: rurale. Che mancasse di un nucleo centrale di riferimento non è proprio vero, tuttavia oggi quella “vasta area” è ancora in gran parte rurale, si chiama Parco Agricolo Sud Milano, di cui rappresenta una fetta significativa, insieme a Corpi Santi, Trenno, Baggio, Chiaravalle e Lambrate.

Il Bollettino  del 1924 scrive dei comuni aggregati nel 1923

L’articolo del Bollettino proseguiva affermando che il Vigentino era nominato per la caratteristica festa dei lattai il dì di San Giorgio, 24 aprile, quando “numerose comitive popolari si spingevano fin al Morivione a consumare la panerada cont il pan de meii, oppure per altri gusti, al Castellazzo “per godere il pesce fritto tratto da un celebrato vivaio”. A Morivione (che però non rientrava nel territotio del comune del Vigentino) c’è ancora il ceppo stradale indicante la direzione sia per questo Comune, sia per la frazione di Castellazzo. Vaiano Valle, invece, non è nemeno nominata.

Vigentino, Morivione, Vaiano Valle, Castellazzo, Quintosole, Selvanesco e Macconago sono tutte località riunite nel Municipio 5 insieme a Chiaravalle, altro Comune aggregato a Milano nel 1923. Del Municipio 5, Chiaravalle assume un po’ la funzione di capitale culturale, data la notevole rilevanza artistica, mettendo però in ombra il territorio del Vigentino che ha invece una sua specifica e nobile storia, anche artistica.

Borghi maltrattati o quasi scomparsi

I fatti storici più gravi riguardanti il Vigentino si verificarono a cavallo degli anni Sessanta e Ottanta del Novecento, quando una serie di demolizioni ai danni di edicifi medievali e preziose ville aristocratiche, lasciò il posto a nuovi condomini. Tra le diverse ville distrutte del bel centro storico che ne costituiva il nucleo, quasi completamente raso al suolo, c’era una villa Visconti del XV secolo, situata in piazza dell’Assunta, accanto alla chiesa omonima.

Il campo santo, non più esistente, del Vigentino, situato dietro la chiesa dell’Assunta

La facciata della villa appartenuta ai Visconti, fu risistemata nel Cinquecento e ancora nel Settecento, ma il retro era rimasto intatto, con mattoni a vista, finestre ad arco ribassato, un camino monumentale all’interno e decorazioni varie. Il tutto chiaramente appartenente della seconda metà del Quattrocento. Purtroppo di questa villa non esiste nemmeno una fotografia: è così che succedeva, la distruzione comportava una sorta di demenziale damnatio memoriae. La distruzione del borgo antico è stata impressionante, il Vigentino è uno degli ex Comuni più massacrati dalla speculazione edilizia senza freni che ha duramente penalizzato una comunità altrimenti ricca di arte e identità. Esiste però una vecchissima fotografia del campo santo, un tempo situato dietro la chiesa dell’Assunta, eliminato nei decenni trascorsi. Al suo posto oggi c’è un campo giochi. L’immagine mostra il muro perimetrale e la presenza di sette sepolcri di famiglia di un certo pregio.

La mancata piazza del Vigentino

La mancata piazza del Vigentino davanti alla chiesa dell’Assunta, vista dall’alto

Di fronte alla chiesa dell’Assunta al Vigentino si apre uno slargo che potrebbe essere difinito una piazza se… la piazza ci fosse. Davanti a una chiesa di notevole importanza storico-artistica, in genere, ed è questo il caso, la piazza non manca mai, è quasi una regola urbanistica universale. A parte il guadagno estetico e il contestuale paesaggio urbano, la piazza è uno strumento piacevole e civile per consentire l’incontro. Fosse anche solo per vedersi e salutasi, scambiare due parole. Al Vigentino no. La regola universale non vale. Per la verità non vale per quasi nessuna delle chiese antiche e dei monumenti dei borghi milanesi. Semplicemente ci si dimentica della piazza, ci si scorda della comunità. Ci si scorda delle lezioni all’università. Oggi, lo spazio davanti alle chiese è spesso di tutto fuorché una piazza: è parcheggio, carreggiata, è luogo comunque riservato alle automobili. En passant si potrebbe osservare che le chiese moderne spesso sono progettate senza la piazza davanti, ma questo è un altro discorso.  Tra l’altro, al Vigentino adattare l’aiuola triangolare già presente davanti alla chiesa, in questo caso non disturberebbe minimamente la viabilità.

Davanti alla chiesa barocca si parcheggia

Inoltre qui non ci sono commercianti che protestano quando qualcuno avanza l’idea di istituire un’isola pedonale. Semplicemente, manca un’idea di città, anche quando la storia e l’arte lo imporrebbero.  E, visto che non esiste una via dedicata all’ex Comune e poiché una via dell’Assunta dedicata alla chiesa già esiste, la si potrebbe chiamare “Piazza del Vigentino”.  Questo tanto per non fare un torto a un toponimo che ha ormai mille anni e per regalare al quartiere una piazza storica che non possiede.

vaiano valle, il borgo che sta peggio è tutto da studiare

Le Pievi nel Ducato di Milano

Oggi tutte le località sopravvissute a ridosso del Vigentino, come Macconago, Quintosole, Selvanesco, risentono di un pesante degrado. Prima fra tutte Vaiano Valle, quello messo peggio in assoluto, nel cuore stesso del Parco Sud.  Un peccato perché è registrato come comune fin dal 1346, appartenente alla pieve di San Donato. Le pievi erano estensioni territoriali includenti una serie di chiese minori e oratori relativi a borghi e cascine. Facevano capo a una chiesa madre provvista di angolo per il battesimo, detto appunto battistero, in questo caso il tempio di San Donato nel comune omonimo alle porte di Milano. Quest’ultima era una pieve a sè. Inizialmente ebbero una connotazione religiosa, successivamente divennero anche unità amministrative civili, una sorta di mini-province utili alle ripartizioni fiscali, giudiziarie, sanitarie. Durarono fino all’instaurazione della repubblica napoleonica, periodo in cui le pievi furono sostituite dalle parrocchie.

Vaiano Valle nelle attuali condizioni

Con il censimento del 1751, a Vaiano Valle furono registrati 229 residenti. Nel 1861, con l’unità d’Italia gli abitanti erano 263. Otto anni dopo, il Comune di Vaiano Valle perse l’autonomia amministrativa e fu aggregato a Quintosole insieme a Vigentino. Nel 1893, la sede del municipio venne spostata a Vigentino, indi quest’ultimo passò a Milano nel 1923.  Negli anni Settanta, buona parte di Vaiano Valle fu acquistata dall’immobiliarista Salvatore Ligresti. Quasi subito dopo, entrarono diverse famiglie nomadi, fino a una ventina, tenendo il posto abusivamente e ininterrottamente fino al settembre del 2022, quando si procedette allo sgombero. Per i dettagli degli avvenimenti leggere QUI e QUI. 

che cosa fare subito

Allo stato attuale si sa poco o nulla dell’antico borgo. Vaiano Valle non ha un problema di nuove costruzioni che la soffocano, come altre situazioni. Soffre tuttavvia di ben 37 costruzioni abusive e di essere diventata una grossa discarica. Il tutto, ovviamente, è da ripulire. Risente della rovina di alcuni edifici d’epoca. Il borgo, allo stato attuale, non è più riconoscibile. Dopo il risanamento dell’area, urgerebbe una ricognizione storica specifica. Servirebbe a comprendere dov’erano, se c’erano e com’erano, la chiesa-oratorio, la casa padronale, i manifatti più antichi, le case coloniche.

e c’è anche una proprietà comunale

Facciata della cascina di proprietà comunale a Vaiano Valle

Fra le proprietà, c’è anche un fabbricato antico di 340 mq. di cui è proprietario il Comune di Milano. È vincolato dalla Soprintendenza come bene storico-artistico. Osservare bene le fotografie di questo paragrafo, che tra l’altro illustrano il sito tutto inserito ancora nell’antica dimensione rurale.

L’antico fabbricato di Vaiano Valle di cui è proprietario il Comune                                                                             

Questo è il terzo e ultimo articolo della serie sul Vigentino. 

La prima parte: https://www.ilcielosumilano.it/2022/09/05/il-vigentino-e-i-suoi-tre-borghi-antichi-parte-prima/

La seconda parte: https://www.ilcielosumilano.it/2022/09/05/il-vigentino-e-i-suoi-tre-borghi-antichi-parte-prima/

Si ringrazia per la preziosa collaborazione Michele Addavide e il prof. Danilo Bertoni, autentiche memorie storiche del Vigentino

 




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